Testo Unico Rinnovabili: le nuove disposizioni

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, il nuovo Testo Unico Rinnovabili introduce importanti novità in materia di regimi amministrativi per l’installazione di impianti destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Le nuove normative, che entreranno in vigore il 30 dicembre 2024, definiscono regole aggiornate e procedure semplificate.

I regimi amministrativi per l’installazione degli impianti

Il cuore del Testo Unico riguarda i tre principali regimi amministrativi previsti per l’installazione degli impianti: attività libera, procedura abilitativa semplificata (PAS) e autorizzazione unica.

  1. Attività libera: Questo regime è il più semplice, in quanto non richiede autorizzazioni o comunicazioni specifiche. Tuttavia, se l’installazione comporta l’occupazione di suolo non urbanizzato, il proponente è tenuto a versare una cauzione a garanzia degli interventi di dismissione e ripristino, fornendo al Comune una garanzia bancaria o assicurativa. • Gli impianti in regime di attività libera non possono interferire con opere pubbliche. Se ciò avviene, sarà necessario passare al regime più restrittivo dell’autorizzazione unica.

  2. Procedura Abilitativa Semplificata (PAS): Il nuovo Testo specifica che il proponente deve dimostrare la disponibilità delle superfici necessarie all’installazione dell’impianto, che dovrà essere conforme agli strumenti urbanistici adottati. Inoltre, si amplia l’elenco dei documenti richiesti, includendo una relazione dettagliata sui criteri progettuali utilizzati per ridurre l’impatto paesaggistico e territoriale.

  3. Autorizzazione unica: La validità di questo tipo di autorizzazione viene ridotta da 5 a 4 anni. È però possibile richiedere una proroga in caso di cause di forza maggiore.

I princìpi generali e il periodo transitorio

Il Testo Unico consente l’installazione di impianti anche in zone classificate come agricole, purché siano rispettate le normative di sostegno all’agricoltura, con particolare attenzione alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari, alla tutela della biodiversità e al rispetto del paesaggio rurale.

Le Regioni avranno 180 giorni di tempo per adeguarsi alle nuove regole (rispetto ai 120 inizialmente previsti). Durante questo periodo transitorio, continueranno ad applicarsi le normative attualmente in vigore. Inoltre, le Regioni potranno monitorare l'”effetto cumulo”, ossia la presenza di numerosi impianti della stessa tipologia in una determinata area. Sebbene tali impianti possano essere autorizzati tramite procedure semplificate, le Regioni potranno imporre procedure più stringenti in base all’impatto complessivo.

Le zone di accelerazione

Un elemento innovativo introdotto dal Testo Unico è la creazione delle zone di accelerazione, aree destinate a semplificare l’installazione degli impianti. Entro il 21 maggio 2025, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) provvederà a mappare queste zone.

Le Regioni, sulla base della mappatura, dovranno elaborare un Piano per l’individuazione definitiva entro il 21 febbraio 2026. Le zone di accelerazione includeranno prioritariamente:

  • Superfici artificiali ed edificate;

  • Infrastrutture di trasporto e aree circostanti;

  • Parcheggi;

  • Aziende agricole;

  • Siti di smaltimento rifiuti;

  • Aree industriali e siti industriali attrezzati;

  • Miniere e corpi idrici artificiali (laghi, bacini);

  • Siti di trattamento delle acque reflue urbane;

  • Terreni degradati non utilizzabili per scopi agricoli.

Questa nuova pianificazione mira a favorire la transizione energetica, garantendo al contempo il rispetto delle specificità territoriali e ambientali.

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